
In Umbria il numero dei veicoli che circolano senza una regolare copertura Rc Auto continua a crescere. Secondo i dati diffusi dal Sindacato nazionale agenti di assicurazione (Sna), nel 2024 si stima che 38.000 veicoli risultino privi di polizza. Solo due anni fa erano 34.000: un incremento dell’11,8% che conferma una tendenza in atto in tutta Italia.
Un fenomeno che, oltre a rappresentare un rischio concreto per la sicurezza stradale, ha ricadute economiche molto pesanti sul sistema assicurativo, sulle finanze pubbliche e soprattutto sui cittadini onesti che pagano regolarmente la propria polizza.
La fotografia dell’Umbria
Il dato regionale è eloquente: in Umbria circa il 4,4% dei veicoli circola senza assicurazione.
La provincia di Perugia è la più colpita, con 30.000 veicoli non assicurati (pari al 4,5% del parco circolante). In valori assoluti, questo significa che quasi un’auto su 20 sulle strade perugine è priva di copertura assicurativa.
A livello regionale, seppur la percentuale sia più bassa della media italiana (6,1%), il trend resta in crescita e rappresenta un campanello d’allarme: il numero dei non assicurati è salito di oltre 4.000 unità in appena due anni.
Il quadro nazionale
Il problema non riguarda solo l’Umbria, ma l’intero Paese.
Nel 2024, si stimano circa 2,915 milioni di veicoli non assicurati in Italia. Nel 2022 erano 2,585 milioni: un aumento del 12,8% in soli 24 mesi.
Per avere un’idea della portata del fenomeno:
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il 6,1% del parco veicolare italiano circola senza Rc Auto;
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si tratta di quasi 3 veicoli ogni 50;
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il numero dei mezzi irregolari è paragonabile all’intero parco circolante di una regione di medie dimensioni.
I costi per i cittadini onesti
Le conseguenze di questa evasione assicurativa ricadono direttamente su chi la polizza la paga.
Il Fondo di garanzia per le vittime della strada, gestito dalla Consap, ha il compito di risarcire i danni causati da veicoli non assicurati o non identificati. Questo fondo viene finanziato attraverso un contributo obbligatorio del 2,5% sui premi Rc Auto versati da tutti gli automobilisti.
Tradotto: chi è in regola paga anche per chi non lo è.
Secondo le stime di Sna:
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i 2,9 milioni di veicoli non assicurati generano un costo di oltre 5 miliardi di euro per il sistema;
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lo Stato perde circa 1,3 miliardi di euro di entrate fiscali e parafiscali, risorse che potrebbero essere reinvestite in sicurezza stradale, ospedali o servizi pubblici.
Sicurezza stradale a rischio
Il problema non è solo economico. Circolare senza assicurazione significa esporre gli altri utenti della strada a rischi enormi.
In caso di incidente, la vittima può sì rivolgersi al Fondo di garanzia, ma con procedure più lunghe e complicate rispetto a un normale risarcimento. Inoltre, le risorse del Fondo non sono infinite e il loro utilizzo massiccio rischia di indebolire la tutela di chi ne ha realmente bisogno.
Come ha ricordato Gianluca Costantini, coordinatore regionale Sna in Umbria, «la crescita dei veicoli non assicurati rappresenta una situazione socialmente inaccettabile: non solo viola le regole, ma mette in pericolo la vita e il portafoglio dei cittadini onesti».
Le cause: perché cresce il numero dei non assicurati
Secondo Sna, il fenomeno è dovuto a una combinazione di fattori:
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premi assicurativi troppo alti: in alcune zone d’Italia, per i neopatentati, i costi superano i 10.000 euro annui;
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crisi economica: molte famiglie non riescono a sostenere la spesa e scelgono il rischio;
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mancanza di controlli efficaci: nonostante l’obbligo assicurativo, molti veicoli riescono a circolare senza essere intercettati.
Le soluzioni proposte dagli agenti di assicurazione
Gli esperti del settore chiedono interventi immediati e strutturali. Tra le misure suggerite da Sna:
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incrocio automatico delle banche dati (veicoli immatricolati e veicoli assicurati) per individuare subito i trasgressori;
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campagne di sensibilizzazione per informare i cittadini sui rischi legali ed economici della mancata copertura;
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agevolazioni e incentivi per le fasce più deboli, affinché non siano costrette a rinunciare all’assicurazione;
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introduzione di un tetto massimo ai premi Rc Auto, per evitare situazioni insostenibili e possibili elusioni dell’obbligo di contrarre da parte delle compagnie.
Una questione di giustizia sociale
Come ha denunciato Fabrizio Rasimelli, presidente Sna Perugia, «non serve irrigidire il Codice della strada se poi si permette a decine di migliaia di veicoli di circolare senza assicurazione. La vera battaglia è rendere equo e sostenibile l’accesso alla Rc Auto e garantire controlli sistematici ed efficaci».
In altre parole, la sfida non è solo normativa, ma culturale: combattere i “furbetti” significa tutelare chi rispetta le regole e rendere più sicuro ed equo l’intero sistema.
👉 In sintesi, l’Umbria non è la regione più colpita, ma i suoi 38.000 veicoli senza assicurazione rappresentano comunque un problema enorme. Un problema che riguarda la sicurezza di tutti e che costa miliardi alla collettività.
Il rischio, se non si interviene, è che il numero continui a crescere, aggravando ulteriormente una situazione già insostenibile.